Desiderata 2011- 2012

Ciao a tutti, eccoci finalmente di ritorno da una lunga e “sudata” pausa estiva. Stiamo preparando la nuova rassegna per l’autunno e vorremmo anticiparvi qualche argomento che speriamo di trattare nel corso della rassegna. Chissà forse qualche idea, critica o suggerimento potrebbero aiutarci a concretizzare i millanta progetti che ci vengono in mente ogni volta che ci sediamo davanti ad una birra fresca per discutere.

– Volevamo rinfrescare un po’ la modalità delle nostre serate, abbiamo ipotizzato di fare dei piccoli concerti aperitivo con buffet per permettere a chi vuole di non preoccuparsi della cena e di venire tranquillamente anche un ora prima. Ci piacerebbe sapere cosa ne pensate.

– Abbiamo sperimentato quest’anno l’esperienza di un reading in un luogo differente dal solito. Precisamente il Sexy Shop “Pit stop” e siamo rimasti stupiti noi stessi di quanta vitalità ci ha trasmesso fare una performance in un luogo così vitale e provocatorio. Ci piacerebbe coltivare questa strana energia che abbiamo creato, provando a portare altre performance in luoghi “imprevisti” della città. Abbiamo pensato a forme simili a quelle dei “flash mob”, un po’ per divertirci e un po’ per dimostrare che la cultura è vitale e può manifestarsi anche fuori dalle biblioteche e dai polverosi luoghi normalmente deputati.

– Vorremmo organizzare un incontro/discussione con scrittori, editori e lettori intorno alle nuove forme di editoria che in questi ultimi anni sono nati. Ci sono strani meccanismi nel mondo dell’editoria che ad un occhio profano danno l’impressione di un sistema dove lo scrittore dovrebbe ritrovare moltissime possibilità di pubblicare qualsiasi cosa, ma o pagandosi le spese, o obbligandolo ad acquistarsi una certa quantità di copie del proprio libro (?). Come dire, l’editoria non si regge su chi legge i libri e li compra ma su chi li scrive, nel senso non di portatore di possibile guadagno ma di cliente finale. Mistero del capitalismo. In tutto questo il lettore che ruolo ha? E l’editore? E lo scrittore, perché scrive? Davvero gli basta avere in mano l’agognato racconto rilegato da presentare ad amici e parenti per definirsi uno scrittore?

– Ci piacerebbe riuscire a organizzare un incontro per riflettere anche di come oramai è diventata consuetudine fare cultura attraverso forme d’arte in modo gratuito. Qualsiasi iniziativa sociale, per abbellirsi cerca di portare artisti di vario genere (attori, musicisti o scrittori) ma in modo assolutamente naturale (viene da dire, inconsapevole) si pensa di chiedere all’artista di farlo gratuitamente o con compensi talmente ridicoli da rasentare l’elemosina. Non è un problema di cifre ma spaventa la naturalezza con cui si considera oggi il fare arte come un hobby al quale una volta dato lo spazio per esibirsi non si deve più nulla.

– Ci piacerebbe infine, fare un altra bella rassegna e avervi con noi sempre numerosi. A presto

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Informazioni su libriadaltavoce

“Libri ad alta voce” si propone di offrire un luogo e un pubblico a scrittori rche vogliano far conoscere le loro opere, dando voce e spazio ad autori reggiani e non solo, accompagnati di volta in volta da musica e immagini.
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