Mi aggiro smarrito tra gli scaffali della libreria, una selva di nomi sconosciuti mi guarda torva. Copertine ammiccanti cercano di sedurmi mentre titoli bramosi si dannano per attirare la mia attenzione. – Questo scrittore chi è? Eppure il nome non mi è nuovo, o forse ha lo stesso cognome di un calciatore? Boh! – Comincio a sudare, mi sento a disagio la testa mi gira, improvvisamente cala da dietro, sulla mia spalla, una mano – desiderà? – Nono lo so, non so cosa desidero, volevo un libro – uno in particolare? – Sì, bello…..possibilmente.
Tralasciamo l’offerta dei supermercati, le edicole e siti vari o “print on demand”. E’ una mia impressione o oramai tutti pubblicano qualcosa? In questo mare sconfinato la possibilità statistica di imbattersi in un opera d’ arte si riduce sempre più. Molti scrivono e pochi leggono. Siamo sicuri che più libri facciano bene alla letteratura?
Sinceramente, sui due piedi, non saprei che posizione prendere: mi illumina però una bella intervista a Nanni Balestrini sul “Venerdì” di Repubblica uscito oggi.
Cito un passaggio che mi sembra significativo: “Le personalità dei gradi editori sono quasi tutte scomparse. Le redini sono passate ai manager. Magari provenienti da aziende meccaniche o alimentari. L’imperativo degli incassi si è assolutizzato, non lasciando spazio a nient’altro. Si parla tanto di investire su ricerca e innovazione: anche gli editori dovrebbero farlo. Allevando gli autori come nei vivai del calcio”.
unico spettatore pagante alla presentazione balneare di istriana blues di ceres, ho 51 anni e mi intriga molto lo spettacolo domatore squali di domani sera anche se o forse proprio perché non ho capito fino in fondo che roba è, e mi chiedevo se potrebbe essere adatto anche a mia figlia di 4 anni, gabbie di ferro a parte… magari giancarlo terzi mi sa rispondere… grazie per tempestiva risposta, ciao, luca spallanzani
avete una mailinglist ? tutte le volte che entro nel vostro sito è troppo tardi per l’ultimo evento e troppo presto per il prossimo.